Uova in camicia nel sugo speziato? Sì, grazie. Scopri qui la shakshuka, un piatto di origine magrebina ricco di storia, di spezie e carattere. E perfetto per il brunch domenicale!
Se sei un fan delle colazioni abbondanti, del brunch con un tocco esotico o, più semplicemente, di piatti che sanno di sole, spezie e scarpetta, la shakshuka è quello che fa per te.
La shakshuka (o shakshouka) è una di quelle ricette che sembrano semplici, ma che raccontano una storia lunghissima: una storia che parte dalle coste del Maghreb, attraversa i suk mediorientali, approda sulle tavole israeliane e oggi popola brunch hipster da Londra a Melbourne. Il nome shakshuka deriva dall’arabo “شكشوكة”, che significa “miscuglio” o “mescolanza” – e già questo la dice lunga. La shakshuka è infatti un vero melting pot di sapori: pomodori, peperoni, cipolle, spezie e, naturalmente, uova che cuociono lentamente al centro della padella, spesso direttamente nel sugo.
Le origini della shakshuka: tra Tunisia e Medio Oriente
Sebbene sia ormai popolarissima in Israele – tanto da essere considerata quasi un piatto nazionale – le radici della shakshuka vanno cercate più a ovest, tra Tunisia, Marocco, Algeria e Libia. In Tunisia, ad esempio, viene tradizionalmente arricchita con harissa, un concentrato di peperoncino e spezie che le dona un carattere più deciso. In Marocco, invece, si usano a volte olive nere o limone confit, mentre in Algeria la shakshuka si prepara anche con patate o carne tritata.
La sua diffusione in Israele è dovuta soprattutto agli ebrei mizrahì, rientrati in patria negli anni ’50, che hanno portato con sé sapori e saperi delle cucine nordafricane.
Gli ingredienti base della shakshuka
Come ogni grande piatto della tradizione, anche la shakshuka nasce povera: pomodori pelati o freschi, cipolla, aglio, olio, peperoni, spezie calde (come cumino, paprika dolce o affumicata, curcuma) e le uova, che vengono aggiunte crude e lasciate cuocere finché l’albume si rapprende e il tuorlo resta morbido.
Oggi, molte versioni moderne arricchiscono la shakshuka con ingredienti più “fusion”: feta sbriciolata, spinaci, ceci, carote, funghi e persino curry, per un tocco indiano. E se pensi che sia solo un piatto da brunch, sappi che in Medio Oriente la shakshuka si consuma a colazione, pranzo o cena, ma anche per il pasto post-ramadan.
Con cosa si mangia?
La risposta è una sola: con il pane, meglio se croccante fuori e morbido dentro. In Tunisia si usa il khobz tabouna, in Medio Oriente il pita. A casa, puoi servirla con una focaccia, un pane rustico o una baguette tagliata a fette. E se vuoi fare il brunch come si deve, metti la padella al centro della tavola, fai spazio ai piattini e lascia che ognuno si serva come vuole.
Quando si mangia?
Nel Maghreb è un piatto versatile: si mangia tutto l’anno, ma soprattutto nei mesi freschi, quando la cucina scalda la casa e il cuore. Da noi è diventata una regina del brunch del weekend, perfetta per quando hai un po’ più di tempo e vuoi concederti qualcosa di diverso.
🍳 Variazioni sul tema
- Shakshuka al curry (come in questa ricetta): curry in polvere o pasta curry gialla, latte di cocco e una base leggermente più dolce.
- Shakshuka verde: con spinaci, bietole, cipollotto, feta ed erbe aromatiche.
- Shakshuka con ceci: per renderla più proteica e completa.
- Shakshuka con halloumi: formaggio cipriota a cubetti, grigliato o sbriciolato.
🚫 Errori da non fare
- Cuocere troppo le uova: il tuorlo deve restare morbido, altrimenti addio cremosità.
- Usare una padella troppo piccola: la shakshuka ha bisogno di spazio per far cuocere le uova senza sovrapporle.
- Esagerare con le spezie senza equilibrio: anche se è un piatto aromatico, non deve mai diventare piccante a caso.


Ricetta della shakshuka al curry
Accessori
- 1 padella larga (meglio se antiaderente o in ghisa, con coperchio)
- 1 cucchiaio di legno o spatola per mescolare
- 1 Tagliere e coltello per le verdure
- 1 ciotolina per rompere le uova (opzionale ma consigliato)
- 1 Grattugia per lo zenzero fresco (se usato)
Ingredienti
- 700 gr di pomodori pelati o passata rustica
- 1 peperone rosso
- 1 cipolla gialla
- 4 uova grandi
- 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- 2 cucchiaini di curry in polvere
- 1 cucchiaino di paprika dolce
- 1 cucchiaino di cumino in polvere
- 1 spicchio d’aglio
- 100 ml di latte di cocco facoltativo, per ammorbidire
- Sale e pepe q.b.
- Coriandolo fresco o prezzemolo per guarnire
- Feta sbriciolata opzionale
- Pane rustico o pita per servire
Istruzioni
- Scalda l’olio in una padella larga e antiaderente. Aggiungi la cipolla tritata finemente, il peperone a cubetti e l’aglio tritato. Lascia stufare dolcemente per circa 10 minuti, finché tutto sarà morbido.

- Unisci le spezie: curry, paprika e cumino. Tosta per un minuto per sprigionare gli aromi.
- Versa i pomodori pelati, schiacciandoli leggermente con il cucchiaio. Aggiungi il latte di cocco se vuoi un risultato più vellutato. Aggiusta di sale e pepe. Cuoci per 10-15 minuti, mescolando ogni tanto, finché il sugo sarà denso.

- Con il dorso di un cucchiaio crea 4 piccoli incavi nel sugo e rompi in ciascuno un uovo. Copri con un coperchio e lascia cuocere per 5-7 minuti, o finché l’albume è bianco ma il tuorlo ancora morbido.

- Servi caldo, spolverando con feta, coriandolo e portando subito a tavola con del buon pane.